
Uno dei caratteri più generali della disabilità è il fatto che mette in crisi i modi abituali con cui entriamo in relazione e comunichiamo. Questo comporta in molti casi un impoverimento complessivo della componente relazionale della vita.
Nei progetti rivolti alla disabilità è, quindi, sempre necessario sperimentare contesti diversi attraverso i quali poter dare spazio di espressione alla persona disabile con la quale ci troviamo ad interagire e, insieme, poter trovare punti di incontro, di ascolto reciproco, di interazione.
Dall’altra parte, i limiti legati alla patologia e le barriere strutturali e culturali con cui si scontra la persona disabile nella nostra società riducono gli spazi in cui il disabile stesso può agire in maniera significativa le proprie autonomie, cioè può prendersi cura di cose, oggetti, persone. Senza questa possibilità, però, l’esercizio delle capacità perde di valore, la persona disinveste dalle cose, dalle situazioni, dalle attività e rischia di chiudersi in un immobilismo inerte o in ripetizioni esteriori di abitudini stereotipate.
La pet therapyse assunta in una logica progettuale ampia e consapevole, presenta caratteristiche significative sia sul versante delle problematiche relazionali sia su quello della promozione e del consolidamento delle autonomie possedute.


